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L’alimentazione complementare nello svezzamento: parliamone!| Mamma con Caschetto

ricette per bambini
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Secondo post sul tema svezzamento: parliamo dell’alimentazione complementare.

Sinceramente non pensavo avesse un suo nome, il pediatra a suo tempo non me ne aveva mai parlato in questi termini, ma vien da se che si tratta di un percorso del tutto naturale.

Alimentazione complementare: cosa si intende

Viene infatti definito così lo svezzamento che non va a sostituire l’allattamento ma lo completa, in modo tale che il latte rimanga, soprattutto nel primo periodo, la base dell’alimentazione del bambino a cui si aggiungono piano piano gli alimenti solidi. Ed effettivamente noi avevamo introdotto un solo pasto al giorno, il resto era sempre e solo tetta! Poi piano piano, con il passare dei mesi, Cloe ha scoperto quanto sono più buoni svariati cibi – in primis la cioccolata- snobbando di brutto quello che è stato il suo primo grande ed unico amore.

A pensarci bene l’allattamento è il primo approccio all’alimentazione: se viene vissuto positivamente è già un grande passo verso un ottimo rapporto con il cibo. Ovviamente parlo dell’allattamento in generale, sia quello al seno – preferibile sempre e comunque- sia quello artificiale. Io ero partita piena di buoni propositi circa l’allattamento al seno, e non posso certo lamentarmi dato che sono riuscita ad allattarla fino a 20 mesi, però avrei preferito maggiore realismo da parte di ostetriche sia durante il corso preparto che in ospedale. Perché, per lo meno nel nostro caso, è stata più dura allattare che partorire! Non voglio parlare di ragadi e ingorghi in questo post, ma semplicemente mettere in luce l’importanza dell’ allattamento ma soprattutto l’impegno che richiede.

Non so voi, ma io appena trovavo un equilibrio con Cloe e le sue poppate ecco che saltava di nuovo tutto il programma: orari diversi, abitudini diverse, richieste diverse. Ogni due mesi era un re-inventarsi la nostra tetta-routine, con incluso ovviamente febbre e ingorghi. Con l’allattamento artificiale è sicuramente tutto più semplice, o almeno credo – non ho avuto modo di testarlo! Però è altrettanto importante far vivere al bambino la stessa magia dell’allattamento al seno: quindi biberon solo da mamma e papà almeno per le prime settimane, in un ambiente intimo e tranquillo, e parlare al bambino con voce calma e rassicurante. Per quanto riguarda lo svezzamento qui le cose cambiano un po’: con il latte artificiale il pediatra può anticipare leggermente l’alimentazione solida, ovviamene sempre nel rispetto dei tempi del bambino.

E voi come vi siete trovate nel passaggio latte-pappa? Avete qualche consiglio da lasciarmi?

Benvenuto! L’alimentazione sana del tuo bambino.” Alce Nero e Tata Simona
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