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Natural Lifestyle

Come prepararsi allo svezzamento: i consigli di Tata Simona| Mamma con Caschetto

Ci sono dei piccoli trucchetti per prepararsi al meglio allo svezzamento, per far si che il bambino accolga con serenità questa tappa fondamentale del suo sviluppo.

Durante la Milano Design week a cui abbiamo partecipato questo weekend, con pupa al seguito, ci siamo ritrovati a fare un pit stop bebè a casa Stokke, allestita tatticamente in via Tortona, per permettere a noi genitori di allattare, cambiare pannolini e dar da mangiare ai bambini in tutta tranquillità e sicurezza. Ed è proprio qui che ho avuto modo di scoprire come i prodotti Alce Nero si prendono cura anche dei neonati alle prese con lo svezzamento.

Mi sono allora chiesta, quale modo migliore di condividere qui sul blog queste preziosissime informazioni?

Perché lo svezzamento non è solo una tappa importante dal punto di vista nutrizionale, ma rappresenta un momento fondamentale per l’acquisizione da parte del bambino di comportamenti e attitudini in merito alle sue esperienze olfattive e gustative, oltre a tutti gli aspetti psicologici legati al cibo e, in futuro, al rapporto con il proprio corpo.

Siamo ciò che mangiamo

ricette per bambini
ricette per bambini

È un concetto tanto meraviglioso quanto importante e veritiero, ecco perché è importante prestare attenzione ai messaggi che vogliamo dare al nostro bambino attraverso il cibo. Ogni volta che proponiamo a lui qualcosa, si aggiunge un tassello al puzzle di ciò che sarà come individuo.

Tata Simona ci viene in aiuto con alcuni suggerimenti per aiutare i bambini in questo processo di crescita, di approccio alle pappe, già dal quarto mese.

Innanzitutto è importante che nostro figlio conosca già gli utensili da cucina quando inizierà lo svezzamento: via libera allora a cucchiai, bicchieri, piatti, ciotole in plastica o in legno da usare come giochini. Saranno attratti da questi oggetti che mamma e papà utilizzano nel quotidiano e vorranno toccarli, metterli in bocca per assaggiarli un po’ (la bocca è il primo strumento di conoscenza e sperimentazione), batterli sul tavolo per scoprirne il rumore.

Quando facciamo colazione, pranzo e cena mettiamo i bimbi a tavola con noi sul seggiolone: condividendo i momenti del pasto aumenterà giorno dopo giorno la loro curiosità verso ciò che facciamo -noi ci siamo trovati benissimo con il tripp trapp della Stokke che permette anche ai piccolissimi di stare ad altezza tavolo comodamente avvolti nel newborn set- .

Fondamentale poi è la capacità del bambino di stare seduto: tanto più sarà a suo agio in questa posizione, tanto più facile sarà lo svezzamento. Stare seduti ciondolando da una parte all’altra, in una sensazione di precarietà, non favorisce l’interesse e la predisposizione al cibo.

Questi sono comunque spunti interessanti ma è bene sempre tenere a mente che ogni bambino ha le sue caratteristiche, che non può ricevere un approccio predefinito ma necessita di accortezze uniche ed individuali in base alle proprie esigenze. Noi per esempio abbiamo dovuto iniziare lo svezzamento prima dei 6 mesi perché a Cloe solo il mio latte non la saziava più, era arrivata a richiedere il seno ogni due/tre ore anche di notte, e io mi sono dimagrita di 4 kg in un mese: mi sentivo stanca, senza forze, uno straccio insomma. Io, che fin dalla gravidanza mi ero documentata a dovere e volevo a tutti i costi darle il latte materno fino al sesto mese, ho dovuto alzare bandiera bianca. Per il bene di entrambe!

Perché in questo percorso di svezzamento, ma ancor prima di alimentazione durante la gravidanza, ciò che conta più di tutti è prendersi cura di sé e del bambino.

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